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Gestione d'impresa 13 Settembre 2023

Delegare l’apprendimento? No, grazie

La comodità della tecnologia ci rende più pigri e così tendiamo a utilizzare in maniera inferiore attività cerebrali come memoria, studio, spirito di osservazione, creatività, problem solving.

La tecnologia ci migliora la vita: ma a che prezzo? Certo, la possibilità di delegare alcune attività a una macchina fa risparmiare all’essere umano tempo e denaro; tuttavia, esistono alcune controindicazioni. Nel mondo del lavoro è risaputo che, se una macchina fa il lavoro di 20 persone, 19 persone si troveranno senza lavoro, a parte quello che sa far funzionare la macchina. Per evitare fraintendimenti, non sto facendo un’analisi sociologica, ma solo un semplice esempio per porre l’attenzione sulla parte negativa delle innovazioni, per poterla prevenire, ridurla o, addirittura, usarla come leva per cercare nuovi orizzonti di lavoro e di benessere. Infatti, nell’esempio precedente aumenta il lavoro di chi sa progettare, costruire e fare assistenza alla macchina. Diminuisce il lavoro “manuale”, aumenta il lavoro “cerebrale”. Anche l’Intelligenza Artificiale, tanto di moda negli ultimi mesi, da chi prende spunto? Dalla mente umana, imitandone le connessioni, velocizzandole e archiviandole. E la “macchina” è assolutamente insuperabile come velocizzazione dei processi e archiviazione dei dati. E qui arriviamo al focus: se delego a una macchina velocità e archiviazione, avrò delle controindicazioni come attività mentale e cerebrale? La risposta è: “sì”, chiaramente in proporzione alla quantità di attività...

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