Le crescenti tensioni geopolitiche, l’ineguale diffusione della globalizzazione, l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, la diffusione della pandemia da Covid-19 e l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, accompagnati da un aumento significativo di disastri naturali e attacchi informatici, hanno messo in luce le vulnerabilità delle economie, con un impatto diretto sulle imprese. Di conseguenza, sta emergendo un fenomeno di “ridislocazione” delle catene di fornitura, che non si spostano verso zone geograficamente più vicine, ma piuttosto verso aree altrettanto remote (noto come “further offshoring”), ma che riescono a garantire costi di produzione inferiori rispetto alle posizioni precedenti. L’intensità con cui questo fenomeno si manifesterà nei prossimi anni sarà influenzata anche dall’incremento graduale dei costi di produzione.
Il Governo sta ora affrontando questa sfida attraverso il rafforzamento delle misure contro la delocalizzazione, estendendo il periodo obbligatorio in cui le grandi imprese devono mantenere le loro attività in Italia. L’art. 8 del decreto Asset sancisce questo rafforzamento, estendendo il periodo da 5 a 10 anni dopo la conclusione dell’iniziativa agevolata. Qualora l’impresa decidesse di delocalizzare le sue attività all’esterno dell’UE e dello SEE durante questo periodo, perderà i...