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Società 21 Maggio 2021

Destinazione dell'utile di esercizio nelle società di capitali

Limiti e vincoli rispetto agli obblighi di formazione e di indisponibilità che caratterizzano la riserva legale.

In materia di destinazione degli utili di esercizio, è necessario affrontare la relazione che si crea tra gli obblighi di formazione e di indisponibilità che caratterizzano la riserva legale, rispetto al contenuto delle deliberazioni assunte dall’assemblea dei soci e a come i vincoli di legge si combinino con le scelte distributive dell’utile netto d’esercizio. La riserva legale è infatti una componente del patrimonio netto aziendale di "alta qualità”, in quanto deriva dagli utili e ha precisi limiti di utilizzo a garanzia dei terzi. Costituzione della riserva legale - L’art. 2430, c. 1, C.C. fissa un limite minimo di accantonamento annuale (almeno “la ventesima parte”, ossia il 5% degli utili netti). Tale quota può essere superata nei seguenti casi: lo statuto prevede un maggiore accantonamento annuale; l’assemblea dei soci, approvando il bilancio, decide di destinare a riserva legale una maggiore percentuale di utile. L’obbligo di accantonamento termina quando la riserva ha raggiunto il 20% del capitale sociale (“il quinto del capitale sociale”). Lo statuto, inoltre, può prevedere la costituzione e l’esistenza di una ulteriore riserva di utili che normalmente è denominata “riserva statutaria”. La riserva legale deve essere reintegrata se, per qualsiasi ragione, scende al di sotto del quinto del capitale sociale, fatte salve le...

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