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Il destino delle Onlus che non adeguano i propri statuti

Cosa succede alle associazioni, fondazioni e altri enti non commerciali che oggi possiedono la qualifica di Onlus e che non diventano enti del Terzo settore entro il termine previsto dall'art. 104, c. 2 D.Lgs. 117/2017.

L'art. 102, c. 2, lett. a) D.Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo Settore) interviene abrogando la disciplina delle Onlus a decorrere dal termine di cui all'art. 104, c. 2 del Codice del Terzo settore stesso, ovverosia a decorrere dal periodo di imposta successivo all'autorizzazione della Commissione europea, richiesta a cura del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, e, comunque, non prima del periodo di imposta successivo di operatività del Registro unico del Terzo settore (RUNTS).
Ad oggi quindi, la normativa sulle Onlus è ancora pienamente in vigore, dato che le condizioni richiamate non si sono ancora verificate. Va da sé che la piena operatività del RUNTS è strettamente connessa all'abrogazione, anche ai fini fiscali, della qualifica di Onlus.
Come sappiamo, Onlus (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale) è una qualifica che viene riconosciuta ad una organizzazione (associazione, fondazione o altro) che risponde ai requisiti richiesti dall'art. 10 D.Lgs. 460/1997. L'adozione della qualifica di Onlus porta all'ente evidenti benefici di natura fiscale, ma anche, tra gli altri, determinati obblighi patrimoniali. Uno dei vincoli imposti è quello, in caso di perdita della qualifica di Onlus, di devoluzione del patrimonio ai fini di pubblica utilità.
Il perimetro di salvataggio in questo caso è dettato dall'art. 101, c. 8 del Codice del Terzo Settore, laddove si afferma che la perdita della qualifica di Onlus, a seguito dell'iscrizione nel Registro unico nazionale degli enti del Terzo settore, anche in qualità di impresa sociale, non integra un'ipotesi di scioglimento dell'ente, e quindi non comporta l'obbligo di devoluzione del patrimonio. L'intento del legislatore è chiaramente quello di condurre questi enti verso il Codice del Terzo Settore e l'assunzione della qualifica di APS, ODV (previsti solo per gli enti associativi) o altro Ente del Terzo settore.
Peraltro, l'art. 101, c. 2 del Codice del Terzo Settore, modificato dal D.L. 18/2020 (Cura Italia), ha fissato un termine al 31.10.2020 per l'adeguamento degli statuti di Onlus, APS e ODV, da effettuarsi con le modalità e maggioranze previste per le deliberazioni dell'assemblea ordinaria. Il decorso del suddetto termine, secondo interpretazione consolidata, non porta alcuna conseguenza in ordine alla qualifica di Onlus, in quanto sarà possibile adeguare gli statuti anche successivamente a tale termine, non potendo beneficiare però dell'approvazione con modalità e maggioranze previste per le deliberazioni dell'assemblea ordinaria.
Ricapitolando, gli enti Onlus hanno di fronte a loro le seguenti scelte:
1) adeguare i propri statuti e assumere la qualifica di APS, ODV o altro Ente del Terzo settore entro il 31.10.2020; in questo caso l'ente potrà adottare il nuovo statuto con modalità e maggioranze previste per l'assemblea ordinaria;
2) adeguare i propri statuti e assumere la qualifica di APS, ODV o altro Ente del Terzo settore dopo il 31.10.2020 ma prima del termine di cui all'art. 104, c. 2 (piena operatività del RUNTS); in questo caso l'ente potrà adottare il nuovo statuto, ma non potrà farlo con le modalità e maggioranze previste per l'assemblea ordinaria, dovrà rifarsi alle proprie norme statutarie che regolano le modifiche statutarie, in mancanza delle quali si applica l'art. 21, c. 2 C.C.;
3) non adeguare i propri statuti anche dopo l'operatività del RUNTS e perdere la qualifica di Onlus, rimanendo probabilmente un ente non commerciale regolato dal libro I del Codice Civile, ipotesi che costringerà l'ente alla sicura devoluzione del patrimonio.