Se tornando a casa tuo figlio ti dicesse che ha svolto quattro problemi di matematica, che vanno consegnati domani, come la prenderesti? Innanzitutto, quattro problemi di matematica sono sicuramente meglio di zero problemi di matematica, quindi “bravo tato”.
Tuttavia, c'è un secondo passaggio fondamentale per valutare se tuo figlio ha fatto tutti i compiti: controllare sul diario. Controllando sul diario, infatti, hai modo di valutare ciò che tuo figlio ha fatto rispetto a ciò che doveva fare, che è l’obiettivo con il quale confrontare i compiti svolti.
Se sul diario vedessi assegnati quattro problemi di matematica, proprio quelli che tuo figlio ha risolto, ci sarebbe da confermare il “bravo tato” che gli abbiamo detto prima.
Se la maestra ne avesse assegnati due, il “bravo” sarebbe diventato “bravissimo”, questo ragazzo andrà lontano.
Ma se fossero stati 10 problemi da svolgere? “Beh, tato, c'è da mettersi lì dopo cena e fare i problemi, questa sera ti aiuto, ma cerca di evitare che la situazione si ripeta”.
Che cos'ha in testa il genitore quando controlla i compiti di suo figlio? Spera di trovarlo colpevole di qualcosa oppure lo fa per aiutarlo a essere preparato adeguatamente e quindi promosso?
Normalmente è la seconda e il genitore in questo ambito ha un ruolo fondamentale per la crescita e la maturazione del figlio che si troverebbe invece in grande difficoltà rispetto agli altri compagni nell’ottenere buoni voti senza una guida di questo tipo.
Bada bene che non si tratta di una questione di fiducia, bensì di considerare il risultato (l'apprendimento) come il bene più importante e di preoccuparsi di raggiungerlo, consapevoli che anche facendo del proprio meglio la maggior parte di noi non è sempre in grado di produrre un risultato.
Nel tuo studio non è diverso da così, se vuoi che le tue persone siano produttive, non si tratta di chiedere maggiore impegno, cosa che, ti assicuro, ognuno mette quotidianamente. Al contrario, si tratta di strutturare un sistema di obiettivi sui quali responsabilizzare i membri dello studio e su cui nel tempo misurarsi.
Proprio come ogni bambino ha bisogno dei compiti scritti sul quaderno in modo che qualcuno possa controllare se ha fatto il suo dovere, in studio hai bisogno di una pianificazione capace di indicare alle persone se alcune attività o alcuni clienti stanno chiedendo troppo tempo e come questo impegno extra si riflette sui risultati dello studio. Hai bisogno di pianificare cosa vuoi che le persone facciano e poi aiutarle ad arrivarci in fondo.
Il livello di inconsapevolezza massima è quello in cui lo studio non è dotato di un sistema di timesheet-rilevazione dell'attività, perché significa che non esiste neanche un quaderno su cui controllare se sono stati fatti i compiti.
Il secondo livello è quello del quaderno senza il diario e questa è la situazione di uno studio dotato di un sistema di timesheet, ma non di una pianificazione analitica dei tempi. Chiunque abbia un timesheet senza una pianificazione si rende conto della difficoltà nel valutare i tempi rilevati dalle persone, per esempio, se si impiegano 100 ore su un cliente rimane il dubbio di come valutarle: sono giuste, sono poche o sono tante? E se sono tante, come interveniamo?
Il livello a cui il titolare invece è in grado di essere un bravo genitore e di svolgere il proprio ruolo di educatore e leader nei confronti della struttura, è quello in cui lo studio è dotato di un sistema di pianificazione dei tempi per ogni cliente che funga da diario con cui confrontare i tempi rilevati dalle persone sul timesheet.
Cosa dite ragazzi, ce la sentiamo di diventare una delle classi più forti della scuola? Io sento di aver individuato come possiamo fare.
Tuttavia, c'è un secondo passaggio fondamentale per valutare se tuo figlio ha fatto tutti i compiti: controllare sul diario. Controllando sul diario, infatti, hai modo di valutare ciò che tuo figlio ha fatto rispetto a ciò che doveva fare, che è l’obiettivo con il quale confrontare i compiti svolti.
Se sul diario vedessi assegnati quattro problemi di matematica, proprio quelli che tuo figlio ha risolto, ci sarebbe da confermare il “bravo tato” che gli abbiamo detto prima.
Se la maestra ne avesse assegnati due, il “bravo” sarebbe diventato “bravissimo”, questo ragazzo andrà lontano.
Ma se fossero stati 10 problemi da svolgere? “Beh, tato, c'è da mettersi lì dopo cena e fare i problemi, questa sera ti aiuto, ma cerca di evitare che la situazione si ripeta”.
Che cos'ha in testa il genitore quando controlla i compiti di suo figlio? Spera di trovarlo colpevole di qualcosa oppure lo fa per aiutarlo a essere preparato adeguatamente e quindi promosso?
Normalmente è la seconda e il genitore in questo ambito ha un ruolo fondamentale per la crescita e la maturazione del figlio che si troverebbe invece in grande difficoltà rispetto agli altri compagni nell’ottenere buoni voti senza una guida di questo tipo.
Bada bene che non si tratta di una questione di fiducia, bensì di considerare il risultato (l'apprendimento) come il bene più importante e di preoccuparsi di raggiungerlo, consapevoli che anche facendo del proprio meglio la maggior parte di noi non è sempre in grado di produrre un risultato.
Nel tuo studio non è diverso da così, se vuoi che le tue persone siano produttive, non si tratta di chiedere maggiore impegno, cosa che, ti assicuro, ognuno mette quotidianamente. Al contrario, si tratta di strutturare un sistema di obiettivi sui quali responsabilizzare i membri dello studio e su cui nel tempo misurarsi.
Proprio come ogni bambino ha bisogno dei compiti scritti sul quaderno in modo che qualcuno possa controllare se ha fatto il suo dovere, in studio hai bisogno di una pianificazione capace di indicare alle persone se alcune attività o alcuni clienti stanno chiedendo troppo tempo e come questo impegno extra si riflette sui risultati dello studio. Hai bisogno di pianificare cosa vuoi che le persone facciano e poi aiutarle ad arrivarci in fondo.
Il livello di inconsapevolezza massima è quello in cui lo studio non è dotato di un sistema di timesheet-rilevazione dell'attività, perché significa che non esiste neanche un quaderno su cui controllare se sono stati fatti i compiti.
Il secondo livello è quello del quaderno senza il diario e questa è la situazione di uno studio dotato di un sistema di timesheet, ma non di una pianificazione analitica dei tempi. Chiunque abbia un timesheet senza una pianificazione si rende conto della difficoltà nel valutare i tempi rilevati dalle persone, per esempio, se si impiegano 100 ore su un cliente rimane il dubbio di come valutarle: sono giuste, sono poche o sono tante? E se sono tante, come interveniamo?
Il livello a cui il titolare invece è in grado di essere un bravo genitore e di svolgere il proprio ruolo di educatore e leader nei confronti della struttura, è quello in cui lo studio è dotato di un sistema di pianificazione dei tempi per ogni cliente che funga da diario con cui confrontare i tempi rilevati dalle persone sul timesheet.
Cosa dite ragazzi, ce la sentiamo di diventare una delle classi più forti della scuola? Io sento di aver individuato come possiamo fare.
