RICERCA ARTICOLI
Imposte e tasse 14 Aprile 2021

Dichiarazione Iva 2021 in relazione allo Statuto del contribuente

Il modello sembra dimenticare l'obbligo della fattura elettronica e continua a richiedere dati che il contribuente ha già fornito tramite SdI o esterometro. Casi eclatanti nei quadri VJ, VQ e VT.

A cura di Martina Landolfa, Guido Spiniello e Andrea Malmusi Lo Statuto del contribuente (L. 27.07.2000, n. 212 e s.m.i.) prevede che “al contribuente non possono, in ogni caso, essere richiesti documenti e informazioni già in possesso dell'Amministrazione Finanziaria”. Con l'introduzione della fattura elettronica, delle liquidazioni periodiche, del modello INTRA e dell'esterometro, l'art. 6 deve essere applicato per convergere alla tanto reclamata semplificazione degli adempimenti fiscali. Tale principio risulta invece disatteso: il caso più lampante e attuale è quello della dichiarazione Iva. Quest'ultima è strettamente collegata al processo di fatturazione, quindi, avrebbe dovuto subire un'ampia rivisitazione, proprio alla luce dell'immediatezza dei dati che l'Agenzia delle Entrate ha a disposizione quasi in tempo reale. Lo sforzo sostenuto dai contribuenti e dai consulenti, sia in termini economici che di “alfabetizzazione digitale”, a 2 anni dall'introduzione dell'obbligo della fattura elettronica, sembra quasi del tutto inutile se si considerano i quadri obbligatori ancora presenti nella dichiarazione Iva: i quadri VJ, VQ e VT. Auspicabile sarebbe un lavoro di “restyling” dell'intera dichiarazione tale da renderla meno ridondante. Nello specifico, il quadro VT fu istituito per indicare l'ammontare delle operazioni imponibili effettuate nei confronti dei...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.