RICERCA ARTICOLI
Imposte e tasse 15 Gennaio 2020

Dichiarazioni d'intento in cerca di regole

Decreto Crescita in aiuto degli esportatori con numerose semplificazioni, anche se manca ancora la norma attuativa.

Il decreto Crescita (D.L. 34/2019) è intervenuto sulla disciplina relativa alle dichiarazioni di intento con l'obiettivo di apportare una semplificazione. In particolare, l'art. 12-septies del decreto è dedicato a una revisione degli obblighi per i contribuenti che si avvalgono della possibilità di utilizzare il plafond di esportatore abituale e per i loro fornitori. La nuova disciplina si applica dal 1.01.2020, diciamo però subito che manca allo stato attuale il decreto attuativo che dovrebbe fornire indicazioni agli operatori. Nelle more, il corretto comportamento risulta difficile da identificare. Fino al 31.12.2019 (D.L. 29.12.1983, n. 746) vigeva l'obbligo per gli esportatori abituali di comunicare preventivamente al fornitore il proprio status, al fine di spendere presso quest'ultimo una quota del proprio plafond. Tale obbligo era assolto con la trasmissione al fornitore della copia della dichiarazione d'intento e della ricevuta telematica. Dal canto suo, il fornitore doveva effettuare il cosiddetto riscontro telematico della dichiarazione sul sito dell'Agenzia delle Entrate, pena una sanzione formale variabile tra 250 e 2.000 euro. Inoltre le dichiarazioni d'intento, numerate progressivamente, erano soggette a registrazione in apposito registro entro 15 giorni e gli estremi della dichiarazione dovevano essere indicati nelle fatture emesse in base a esse. Infine, le dichiarazioni andavano poi riepilogate in una...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.