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Gestione d'impresa 04 Giugno 2021

Differenze inventariali, tra presunzioni legali e prove contrarie

La gestione delle differenze inventariali in azienda e la possibilità di superare eventuali controlli fiscali.

Contabilmente quando si verifica una differenza inventariale questa viene annotata, con un'operazione di rettifica, nelle scritture contabili di magazzino, ma non in contabilità generale in quanto a fine anno le rimanenze finali saranno semplicemente contabilizzate al loro valore effettivo, quindi al netto di quelle differenze. Dal punto di vista fiscale valgono alcune presunzioni legali di acquisto e di cessione ai fini Iva e ai fini delle imposte dirette. In particolare, c'è una presunzione di cessione per “i beni che sono stati acquistati, importati o prodotti che non si trovano nei luoghi in cui il contribuente svolge le proprie operazioni”. Le presunzioni in questione scattano quanto ci sono differenze inventariali tra le rimanenze registrate e le scritture contabili di magazzino o la documentazione obbligatoria emessa e ricevuta e possono scattare anche in seguito a controlli fiscali in cui venga effettuata una conta fisica dei beni all'atto dell'accesso ai locali aziendali (tuttavia in quest'ultimo caso le presunzioni valgono solo per l'esercizio in cui è stata effettuata la conta e non per quelli precedenti). La presunzione non opera se il contribuente dimostra che i beni sono stati impiegati per la produzione, perduti o distrutti o sono stati consegnati a terzi (in lavorazione, deposito, comodato, ecc.). La prova contraria della prima fattispecie deve essere basata su documentazione fornita dalla P.A. (es....

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