Economia 12 Aprile 2021

Digital Economy, tassazione e distorsioni fiscali

Con l'espansione della cosiddetta economia digitale si è instaurata anche una sorta di corsa per sottoporla a imposizione. In Europa ci si chiede quale possano essere le modalità.

Nel 2020 la Commissione UE ha descritto il prelievo sull'economia digitale come finalizzato ad accantonare risorse per il sistema europeo. La Commissione UE ha organizzato una consultazione pubblica in merito alla tassazione dell'economia digitale, proponendo 3 possibili opzioni per il prelievo fiscale: un'imposta sulle transazioni B2B all'interno dell'UE; un'imposta sui ricavi derivanti da attività digitali all'interno dell'UE; un'imposta aggiuntiva sulle attività digitali in Europa con il fine di stabilire un livello di tassazione predefinito. Sembra che la logica sottostante sia quella di formulare forme di tassazioni dedicate alle imprese digitali. Questa tendenza potrebbe non essere la scelta migliore e potrebbe derivare da una comprensione offuscata dei presupposti di imposta delle imprese digitali. Inoltre, purtroppo come al solito, emerge una propensione innata della politica, domestica e comunitaria, a creare in continuazione nuove misure fiscali, come se fossero la panacea dei mali economici e sociali. Dovrebbe essere superfluo sottolineare che, tra l'altro, il susseguirsi di una smodata e abnorme proliferazione legislativa e fiscale crea ulteriore burocrazia e inique pesantezze amministrative e gestionali. Occorre anche considerare la coerenza del prelievo fiscale. Da qualche tempo a questa parte, si è instaurata una tendenza allargata alla digitalizzazione la quale interessa tutti i settori e tutte le...

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