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Gestione d'impresa 16 Aprile 2020

Diminuzione del canone di locazione per le attività commerciali

L'emergenza sanitaria legata alla diffusione del Covid-19 ha comportato la chiusura di attività economiche svolte, nella maggior parte dei casi, in immobili locati.

Con il decreto “Cura Italia”, è stato riconosciuto esclusivamente ai conduttori di immobili rientranti nella categoria C1, per il mese di marzo 2020 (ma non si esclude che la misura venga prorogata per il mese di aprile) un credito di imposta, da utilizzare in compensazione per mezzo di Modello F24, pari al 60% dell'ammontare del canone di locazione effettivamente pagato nel mese di marzo. Tale misura, per quanto utile a mitigare l'impatto della crisi determinata dall'obbligo di chiusura di “negozi e botteghe”, non risolve il problema di liquidità che sta colpendo i conduttori di unità immobiliari ad uso commerciale. Nella normativa, tra l'altro, manca la previsione espressa di una tutela dei conduttori di immobili ad uso diverso, i quali sarebbero costretti al pagamento dei canoni di locazione anche non potendo mantenere aperte le proprie attività. Viste, comunque, le sopravvenute condizioni emergenziali, si auspica che tra i conduttori e i locatori degli immobili si ottengano accordi in forma privata, volti al superamento della contingente grave crisi. Il locatore, a fronte alla richiesta di riduzione del canone concordato, potrebbe, infatti, accettare di modificare equamente le condizioni del contratto. In soccorso del conduttore è possibile invocare gli artt. 1218 (non responsabilità nel ritardo della prestazione a causa dell'impossibilità non imputabile al debitore), 1256...

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