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IVA
16 Giugno 2026
Diritto alla detrazione e omessa dichiarazione Iva
Il diritto alla detrazione si fonda sulla concreta esistenza delle operazioni imponibili e non sul mero adempimento degli obblighi dichiarativi, purché si rispettino i termini decadenziali.
Con l’ordinanza 17.03.2026, n. 6111 la Corte di Cassazione torna ad affrontare il delicato rapporto tra diritto alla detrazione dell’Iva, inosservanza degli obblighi dichiarativi e poteri di controllo dell’Amministrazione Finanziaria.La vicenda trae origine dall’impugnazione di una cartella di pagamento emessa a seguito di un controllo automatizzato ai sensi dell’art. 54-bis D.P.R. 633/1972. L’Agenzia delle Entrate recuperava un credito Iva utilizzato in detrazione dalla società contribuente negli anni 2017 e 2018, ritenendolo non spettante in conseguenza dell’omessa presentazione di alcune dichiarazioni relative agli anni precedenti.Nei primi gradi di giudizio venivano accolte le ragioni della società contribuente. In particolare, il giudice d’appello aveva valorizzato l’esistenza di una precedente sentenza passata in giudicato, con cui era stato accertato il credito Iva ritenendo, inoltre, illegittimo il disconoscimento del credito mediante la procedura di controllo automatizzato.L'Agenzia delle Entrate ha quindi proposto ricorso per Cassazione. È stato dichiarato inammissibile il primo motivo, relativo alla presunta mancanza di prova dell’esistenza del credito. Secondo la Suprema Corte, la censura non riguardava una reale violazione di legge, ma mirava sostanzialmente a ottenere una nuova valutazione del materiale probatorio già esaminato dal giudice di merito.L’ordinanza si colloca nel solco dell’orientamento consolidato secondo cui il...