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Gestione d'impresa 21 Settembre 2018

Diversificazione sì, ma anche no


Diversificazione. Cruccio di tutti gli investitori. Quando si parla di investimenti, chiunque si è prima o poi scontrato con il termine "diversificazione". Tutti sappiamo che non bisogna mettere tutte le uova in un paniere, per evitare che si possano rompere tutte. Stanno davvero così le cose? Per rispondere a questa domanda sulla diversificazione, bisogna innanzitutto farsi un esame di coscienza. Perché? Perché viviamo in un'epoca in cui uno dei vizi più diffusi è quello di non prendersi le responsabilità delle proprie scelte, in qualsiasi settore. Questo vale anche negli investimenti. Cosa vuol dire? Che in genere si fanno le cose perché ce lo ha detto Tizio piuttosto che Caio. Se poi le cose non vanno bene, la colpa non è nostra e dei criteri che abbiamo utilizzato per fare determinate scelte, ma è di chi ci ha fornito il consiglio: consulente, promotore o amico. Consapevole di questa dinamica, l'industria finanziaria ha da sempre cavalcato il cavallo della diversificazione.Diversificazione applicata con i prodotti del risparmio gestito, per esempio ai fondi comuni di investimento. I fondi sono dei contenitori nel cui interno c'è un po' di tutto. Ovvero se sono azionari c'è un paniere di azioni, se sono obbligazionari ci sono delle obbligazioni, se sono bilanciati c'è un po' di entrambi. Per fare un esempio, la domanda diventa questa: se siamo...

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