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Gestione d'impresa 01 Luglio 2022

Dobbiamo acquistare ogni programma utile?

La frase è provocatoria. In realtà mi sorge un dubbio: chi di voi sta sfruttando appieno i programmi che ha in studio? E sappiamo anche ottimizzare i processi collegati?

Nel 2022 il commercialista (o l'imprenditore) si trova a dover scegliere tra vari programmi che si fanno concorrenza tra loro, suddivisi per aree di utilizzo. Passiamo dagli ERP, CRM, programmi di lavoro (ad esempio Office o Workspace), per passare a software per la sicurezza informatica. In molte realtà dove la figura IT è marginale (serve solo a riavviare il pc quando si blocca), ci si affida alla consulenza esterna, che spesso sponsorizza lo strumento che rivende. Per chi è più fortunato, il fornitore rivende vari programmi per categorie di utilizzo e, partendo da una consulenza, riesce a fornire uno strumento idoneo allo studio/azienda, viceversa ci si ritrova con il primo programma pronto da vendere. Dubbio: perché non dovremmo acquistarli tutti? Di base sono tutti necessari, anche quelli della stessa categoria, in quanto ognuno avrà sempre una qualità migliore degli altri. Se domani entrasse nel vostro ufficio un fornitore proponendo un programma che migliora i tempi della pausa caffè, magari permettendo di selezionare il caffè dalla postazione e arrivare al distributore che è già pronto, sarebbe un programma d’acquistare, ridurrebbe il tempo aumentando i margini. Quale imprenditore non lo vorrebbe? Quindi, nulla vieta che un’azienda inizi a riempirsi di programmi. Perché, al contrario, non dovrebbe farlo? Perché non tutto fa bene in egual modo a tutti e...

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