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Imposte e tasse 12 Maggio 2020

Dopo il virus arriverà la patrimoniale?

Già adesso sta passando inosservato lo 0,20% sul deposito titoli, nato nel 2012 allo 0,10% ma più volte ritoccato nel silenzio generale. E come non ricordare il blitz notturno del 1992 (prelievo forzoso dello 0,60% dai conti bancari)?

Mentre la curva dei contagi sta rallentando, il Governo ha messo in atto (e dovrà continuare a farlo) una serie di politiche di sostegno alle imprese, ai lavoratori autonomi e ai dipendenti (dipendenti “privati” in quanto i dipendenti pubblici mi pare abbiano continuato a percepire gli stipendi, senza alcuna decurtazione). Tutte queste spese, affiancate dalle mancate entrate, determineranno un incremento ulteriore del debito pubblico a cui sarà difficile fare fronte in futuro, considerato che l’Italia non è, ormai da molti anni, nemmeno in grado di generare crescita economica, coerentemente con un percorso, da molti auspicato, di “decrescita felice”. Considerato che il Paese è indebitato e che la ricchezza privata è elevata, appare normale la paura di coloro che pensano saranno vittime, in un futuro prossimo, di una corposa imposta patrimoniale. Partiamo dal precisare che le imposte patrimoniali sono già pagate normalmente da tutti in Italia: IMU sugli immobili in Italia, IVIE sugli immobili all’estero, imposta (cosiddetta di bollo, così passa inosservata) dello 0,20% sul deposito titoli in Italia, imposta fissa di bollo sui conti correnti, IVAFE sulle attività finanziarie detenute all’estero, ecc. Non possiamo sapere con certezza cosa deciderà il governo al riguardo, ma ricordiamo che nell’anno 1992, nottetempo, è stato effettuato un prelievo forzoso sui...

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