La Corte Costituzionale è recentemente intervenuta, attraverso una pronuncia molto incisiva, nella definizione di abitazione principale ai fini Imu, che, dopo la sentenza 13.10.2022, n. 209, risulta stravolta: nella norma di riferimento, e in particolare nella parte inerente al controllo del requisito anagrafico, è stata infatti rimossa la necessità di verifica della dimora e della residenza dei familiari.
La norma previgente relativa alla dimora abituale era già stata interessata da un’interpretazione restrittiva a cura della Suprema Corte di Cassazione, e superata da una nuova formulazione a decorrere dal 2022 ad opera del decreto Fiscale.
L’intervento della Consulta non è teso a modificare solo la norma vigente, che comporterà un diverso approccio dei contribuenti interessati nella liquidazione del tributo relativo all’anno di imposta corrente e i successivi, ma ha interessato anche la norma previgente, aprendo la strada a possibili richieste di rimborso dell’imposta versata ai Comuni di ubicazione degli immobili.
La previgente formulazione, contenuta nell’art. 1, c. 741 L. 160/2019 prevedeva che “per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e i componenti del suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente”.
Questa previsione, in vigore...