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Gestione d'impresa 20 Dicembre 2021

Doti personali per svolgere l’attività di amministratore condominio

Quale dovrebbe essere la “missione” di un professionista quando viene eletto dai condomini?

La prima rilevante questione da dirimere potrebbe essere la seguente: l’amministratore gestisce i beni comuni tenendo conto del carattere e dei comportamenti che caratterizzano la comunità residente. Pertanto, è suo interesse elevare la cultura e la consapevolezza dei residenti, affinché in questo modo possano essere in grado di apprezzare il suo lavoro. Ciò spesso non è facile, perché in condominio si formano spontaneamente degli equilibri culturali e sociali che ne condizioneranno il comportamento. Sono molti i condomìni in cui risiedono soggetti particolarmente accesi dal punto di vista emotivo, i quali tendono a monopolizzare le discussioni portando argomenti spesso fuorvianti e fuori luogo. In altri contesti, emergono gruppi di condomini che si confrontano e guardano ai propri interessi particolari, privilegiandoli rispetto agli interessi comuni. Ho incontrato anche contesti in cui la figura del portiere condominiale ha determinato una concentrazione di potere che ha condizionato la vita di un condominio per decenni, a causa della quantità di deleghe che questo soggetto riusciva a gestire. Bisogna domandarsi quali sono le cause profonde di questa situazione spesso confusa e difficilmente gestibile. Quali sono i rimedi? Quali doti dovrebbe possedere un amministratore di condominio per gestire adeguatamente tali dinamiche? A mio giudizio, le ragioni che giustificano questa situazione di confusione sono...

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