Il Parlamento Europeo, con la risoluzione del 10.03.2021, ha approvato le raccomandazioni alla Commissione sulla dovuta diligenza societaria e responsabilità delle imprese. In prima battuta ci si aspetterebbe di leggere un decalogo di principi sui quali ispirare delle norme indirizzate al buon governo dell'impresa, perlopiù finalizzate a uniformare le legislazioni dei vari Paesi membri dell'Unione Europea. Tuttavia, non è proprio così, anzi, le diverse “raccomandazioni” appaiono molto discutibili, in alcuni casi contraddittorie e non sempre ragionevoli/proporzionate, tenuto conto dell'ampia platea di riferimento.
Va detto che il documento in rassegna cita più volte i principi di semplificazione e proporzionalità avuto riguardo al sistema delle Pmi, tuttavia i passaggi principali non lasciano sonni tranquilli all'imprenditore già chiamato a presidiare disposizioni di ogni genere, oltre che rischi sempre più incombenti.
Di seguito, si riproducono soltanto 3 punti che evidenziano la portata del provvedimento e che meritano riflessioni da parte del legislatore nazionale, oltre che delle associazioni imprenditoriali, poiché il recepimento di siffatte regole porterebbe molto probabilmente più svantaggi che vantaggi non solo alle imprese, ma al sistema economico in genere.
Il Parlamento europeo (1.) ritiene che gli standard di dovuta diligenza volontaria abbiano dei limiti e non...