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Estero
15 Settembre 2026
E-fattura, sistemi nazionali alla prova della convergenza europea
Dall’Italia alla Francia e alla Germania, il sistema avanza nella UE: regole nazionali diverse dovranno convergere verso il nuovo quadro comune, con il reporting digitale B2B transfrontaliero dal 1.07.2030 e l’allineamento entro il 2035.
La fattura elettronica avanza nell’Unione europea, ma con tempi, architetture e modalità differenti. Francia, Germania ed altri Stati stanno estendendo gli obblighi nelle operazioni tra imprese, mentre Bruxelles prepara la convergenza verso un quadro comune. Il punto di riferimento è ViDA, VAT in the Digital Age, il pacchetto adottato l’11.03.2025 che ridisegna progressivamente il sistema Iva europeo fino al 2035. Una delle date decisive è il 1.07.2030. Da quel momento entreranno in vigore i Digital Reporting Requirements (DRR) per le operazioni B2B transfrontaliere intra-UE, basati sulla fatturazione elettronica obbligatoria. L’obiettivo è mettere più rapidamente a disposizione delle Amministrazioni fiscali i dati sulle transazioni e rafforzare il contrasto alle frodi Iva. Il punto di partenza, come noto, è tutt’altro che omogeneo. L’Italia è stata tra i Paesi precursori e dal 2019 la fatturazione elettronica è diventata la regola per un’ampia parte delle operazioni domestiche. Il sistema italiano è basato sul formato XML e sul passaggio attraverso il Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate, che effettua una serie di controlli sul file prima di recapitarlo al destinatario. Proprio l’anticipo italiano pone oggi una questione di formato e interoperabilità. ViDA assume come riferimento lo standard europeo EN 16931, rappresentato attraverso i tracciati UBL (Universal Business Language) e CII (Cross Industry Invoice). Lo standard...