L'Agenzia delle Entrate conferma che l'esercizio dell'attività di apicoltura in zona montana con meno di 20 alveari non costituisce attività d'impresa ancorché il prodotto (miele) venga venduto in mercati o a negozi. Emerge dalla risposta n. 359, fornita in data 30.08.2019 all'interpello proposto da un contribuente, dipendente full time, che nel tempo libero svolge l'attività di apicoltore con l'esercizio di un apiario composto da n. 19 alveari in forma amatoriale, senza finalità economiche e commerciali.
L'Agenzia ha confermato che, in presenza del doppio requisito (numero ridotto di alveari e collocazione in zona montana), torna applicabile la previsione di cui all'art. 1, c. 511 L. 205/2017 (legge di Bilancio 2018) che testualmente dispone: “Al fine di promuovere l'agricoltura quale strumento di tutela della biodiversità e dell'ecosistema e di integrazione del reddito nelle aree montane, i proventi dell'apicoltura condotta da apicoltori con meno di 20 alveari e ricadenti nei comuni classificati montani non concorrono alla formazione della base imponibile ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche”.
L'apicoltore amatoriale istante ha precisato di eseguire anche il servizio di impollinazione e intende confezionare il miele prodotto da vendere a privati su “mercati contadini”, in altri mercati e negozi e che i relativi guadagni sono...