È legittima la sanzione sull’Iva non versata e non dichiarata
La normativa interna in forza della quale la violazione dell’obbligo di dichiarare e versare l’Iva all’Erario è punita con una sanzione pari al 20% è compatibile con la disciplina comunitaria.
È compatibile, sul piano comunitario, la normativa nazionale in forza della quale la violazione dell’obbligo di dichiarare e versare l’Iva all’Erario è punita con una sanzione pari al 20% dell’imposta dovuta. In questo caso, la sanzione non deve essere calcolata assumendo come base di commisurazione l’imposta dovuta sulle operazioni attive al netto di quella assolta sulle operazioni passive, per la quale è ammesso l’esercizio della detrazione. È questo il principio espresso dalla Corte di Giustizia UE nella sentenza relativa alla causa C-418/22 del 17.05.2023.
Nel caso esaminato, per gli anni 2013-2015, una società belga aveva omesso la presentazione delle dichiarazioni periodiche e il versamento della corrispondente Iva. In questo contesto, le Autorità fiscali, oltre a pretendere il pagamento dell’imposta, applicavano i relativi interessi e sanzioni (quest'ultime nella misura del 20% dell’Iva “a debito”, ovvero l’imposta relativa alle operazioni attive di ciascun periodo di riferimento delle dichiarazioni omesse). La società resisteva alla pretesa erariale, sostenendo la necessità di determinare le sanzioni tenendo conto dell’Iva “a credito”, ovvero assumendo come base di commisurazione l’imposta dovuta sulle operazioni attive al netto di quella assolta sulle operazioni passive (per la quale la società aveva il...