È stato pubblicato il Piano straordinario per la promozione del Made in Italy e l'attrazione degli investimenti in Italia. Ma davvero, continuando a proporre le stesse soluzioni, si pensa di supportare il rilancio del Made in Italy? Eppure sappiamo quanto sia fondamentale per il nostro sviluppo economico. Da tempo sosteniamo che il Made in Italy debba essere sviluppato con una vera e propria strategia di marketing territoriale: vuoi acquistare prodotti Made in Italy (ovvero, prodotti interamente in Italia)? Devi venire a comprarli in Italia! In questo modo si rilancia l'occupazione nella produzione e nel commercio. Una strategia a costo zero per le casse dello Stato e anzi, con l'obiettivo di fare crescere il PIL per riequilibrare il rapporto Debito/PIL (alzando quest'ultimo, visto che fare calare il debito è utopia).
Invece siamo a commentare provvedimenti di corto respiro, senza alcuna prospettiva strategica, quali:
- ampliare il numero delle imprese, in particolare PMI, che operano nel mercato globale (è il mercato globale che deve venire in Italia);
- espandere le quote italiane del commercio internazionale (come?);
- valorizzare l'immagine del Made in Italy nel mondo e sostenere le iniziative di attrazione di investimenti esteri (come? Se non comunicando: vuoi il Made in Italy? Viene a comprarlo in Italia, che tu sia un privato o un buyer. Così crei anche l'indotto della tua permanenza).
Per non parlare delle linee di...