Dall'annuale rapporto dell'Istituto per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) emerge una percentuale su tutte: 67,7%. Il dato fa riferimento alla quantità di materia prima recuperata dai rifiuti speciali prodotti nel 2018 che, rapportato con le altre nazioni europee, consente di definire l'Italia “nazione riciclona” e la pone al vertice nel riciclaggio dei rifiuti. Si tratta di un dato che fa ben sperare, soprattutto in ottica di economia circolare e di futuro sostenibile.
Ma di pari passo all'aumento del riciclo colpisce un altro dato: l'aumento della produzione dei rifiuti speciali. Gli ultimi dati disponibili, infatti, indicano che è cresciuta la produzione del 3,3% (circa 4,6 milioni di tonnellate) arrivando a superare 143 milioni di tonnellate. La maggior parte di questi proviene dal settore costruzioni e demolizioni (43%), seguito dalle attività di trattamento dei rifiuti e di risanamento (esempio: bonifiche) e dall'insieme delle attività manifatturiere.
I dati snocciolati del rapporto Ispra sono stati quantificati a partire dalle informazioni del Modello unico di dichiarazione ambientale (MUD) relative alle dichiarazioni annuali 2019, basate sui dati 2018.
In ottica di economia circolare, il recupero di sostanze inorganiche è l'operazione più utilizzata, con oltre 58,6 milioni di tonnellate (38,4% del totale gestito). Tali rifiuti sono costituiti, perlopiù, da rifiuti...