Economia 05 Luglio 2022

Economia della persuasione in tempi difficili

Social media e banda larga alla prova del primo grande conflitto dall’era degli smartphone.

Prima che nascessero Internet e le armi da fuoco, era comune modo di dire che ne uccide più la penna della spada, riferendosi alla gogna eterna di principi e potenti presi di mira per iscritto (esempio: Nerone) anche attraverso graffiti, scritte o manifesti. L’impresa dannunziana di Vienna con il lancio di volantini sulla capitale austriaca fa parte di questa tradizione. Adesso che siamo di fronte al più grande conflitto dall’era degli smartphone, mentre 2 Stati sovrani si fronteggiano nel cuore dell’Europa, sembra che le nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione stiano rimodellando il modo stesso di combattere una guerra. Intendiamoci, la propaganda è un fenomeno antichissimo e la propaganda bellica, da sempre, è la prova che non si combatte solo sul campo di battaglia, ma anche per l’opinione pubblica. Detto questo, fino alla metà del secolo scorso era ancora possibile applicare la teoria della “nebbia di guerra” elaborata da Von Clausewitz, secondo cui il conflitto interrompe la normale cronaca dei mezzi d’informazione e aumenta notevolmente l'incertezza: le informazioni che riducono o aumentano questa incertezza possono influenzare l'esito di una guerra. L’esempio più eclatante riguarda l’epidemia di spagnola (anche quello era un coronavirus) scoppiata durante la Prima Guerra Mondiale a causa delle tremende condizioni della vita di trincea, ma...

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