Economia 07 Ottobre 2022

Erogazione credito bancario tra post pandemia e crisi russo–ucraina

Il Sistema Italia, già duramente colpito dalla pandemia, soffre di fragilità strutturali derivanti dalla miopia di una classe dirigente che, storicamente, ha trascurato anche la programmazione strategica nel campo energetico.

Reputo assai improbabile che la premessa possa essere confusa come opinione politica, poiché i Governi che si sono succeduti dal dopoguerra, indipendentemente dal colore, non hanno brillato per particolare attenzione agli investimenti nel settore dell’energia, in questo ostacolati, peraltro, dalla pachidermica pesantezza della burocrazia e da una singolare, a tacer d’altro, tendenza pregiudiziale a dire “no” a tutto o quasi. Ferma restando l’attenzione prioritaria alle tematiche ambientali, è altrettanto evidente che, con raziocinio e programmazione oculata, si poteva (e si doveva) fare molto di più in tale ambito: i modelli economici, ormai, non possono prescindere dall’impiego di risorse energetiche e qui si tratta di giungere a un ragionevole compromesso che, nel rispetto dell’equilibrio ambientale, si traduca in soluzioni tali da non estremizzare la dipendenza da terzi Paesi, soprattutto considerando che le risorse naturali delle quali disponiamo non sono moltissime e neppure sufficientemente valorizzate. La premessa è funzionale per contestualizzare l’inerzia, cronica e gravissima, relativa alle politiche energetiche rispetto alla situazione contingente, che rischia di mettere in seria difficoltà moltissime imprese, attanagliate da bollette giunte a livelli insostenibili. Dobbiamo augurarci che la politica intervenga con misure adeguate, poiché uno degli effetti collaterali...

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