Agricoltura ed economia verde 20 Dicembre 2025

ESG: rendicontazione light e due diligence solo per i big

L’accordo politico su CSRD e CSDDD e la revisione degli ESRS consegnano un quadro più selettivo e proporzionato, che restringe gli obblighi ai grandi gruppi ma non attenua l’esigenza di presidiare la sostenibilità lungo le filiere.

La nuova intesa politica raggiunta a Bruxelles sulle direttive CSRD e CSDDD resa nota lo scorso 9.12.2025, segna un cambio di passo molto netto rispetto all’impianto originario della Corporate Sustainability Reporting Directive 2022/2464/UE (CSRD) e della Direttiva (UE) 2024/1760 sulla due diligence di sostenibilità aziendale (CSDDD). Le istituzioni europee tentano così di ridurre il carico amministrativo senza indebolire gli obiettivi del Green Deal, mentre l’EFRAG consegna alla Commissione la versione semplificata degli standard ESRS, con un taglio del 61% ai datapoint. Le imprese dovranno conformarsi alle nuove misure entro luglio 2029 e posticipa al 26.07.2028 la scadenza per il recepimento del CSRD.Nel nuovo assetto CSRD, le soglie applicative crescono: l’obbligo riguarda ora imprese oltre 1.000 dipendenti e 450 milioni di euro di fatturato, con l’uscita delle PMI quotate dal perimetro. Le holding finanziarie ottengono una sospensione per il 2025 e il 2026, a conferma della necessità di una transizione più gestibile. Rimane una clausola di revisione che consentirà alla Commissione di ampliare nuovamente il campo di applicazione se ritenuto necessario. Si riduce così la platea immediatamente interessata, ma non si attenua il ruolo delle informazioni ESG nei rapporti tra imprese.La CSDDD diventa ancora più selettiva. Gli obblighi di due diligence si applicano solo sopra 5.000 dipendenti e 1,5 miliardi di euro di fatturato globale, limitando gli adempimenti...

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