Gli ultimi chiarimenti in materia di esterometro sono stati forniti nella risposta a interpello 27.03.2019 di un operatore economico inglese nel regime delle “piccole imprese”, generando alcuni dubbi. Il caso specifico vede un soggetto inglese che opera in questo regime, pertanto è sprovvisto di partita IVA e non è soggetto passivo IVA. Prestando servizi di consulenza a soggetti passivi IVA italiani, chiede di sapere se i soggetti devono inserire le sue operazioni nell'esterometro.
La soluzione prospettata dall'istante propende per la tesi negativa, estendendo i chiarimenti forniti per gli elenchi Intrastat dalla circolare 36/E/2010 all'adempimento dell'esterometro, invece la risposta fornita dall'Agenzia è diametralmente opposta, rimarcando che i due adempimenti non hanno affinità, non coinvolgendo i medesimi soggetti. L'esterometro ha un raggio d'azione in termini soggettivi molto più ampio: dispone che tutti i soggetti passivi (o stabiliti) nel territorio dello Stato (di cui all'art. 1, c. 3 D.Lgs. 127/2015) devono trasmettere telematicamente all'Agenzia i dati delle operazioni di cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato (esteri), salvo quelle per cui è stata emessa bolletta doganale o fattura elettronica.
Pertanto, prosegue l'Agenzia delle Entrate, l'invio dell'esterometro riguarda tutte...