Il Governo ha incluso nella riforma fiscale la revisione degli estimi catastali, nonostante il 30.06.2021 le Commissioni Finanze del Senato e della Camera, al termine delle audizioni sulla riforma fiscale e all’esito di un lungo dibattito fra i diversi gruppi parlamentari, avessero deciso di non includere un intervento sul catasto nel documento di indirizzo politico al Governo per la riforma in corso.
Secondo Confedilizia, stupisce pertanto che nella Nadef, e cioè il testo che il Presidente del Consiglio ha presentato insieme con il Ministro dell’economia, ci sia scritto che il documento approvato in Parlamento “costituirà la base per la predisposizione da parte del Governo di un disegno di legge delega sulla riforma fiscale”. Questo sarebbe stato corretto se non fosse stata inserita la riforma del catasto.
Appare altrettanto sorprendente l’affermazione che “nessuno pagherà di più e nessuno pagherà di meno”. Che cosa significa?Rivedere gli estimi e pagare come prima della revisione è, evidentemente, una sorta di contraddizione.
Significa, allora, che il nuovo catasto non si applicherà da subito? Se questo è il senso dell’affermazione, allora l’appuntamento con i rialzi è solo rinviato e - quindi - la rassicurazione suona un po’ come la pubblicità ingannevole, alla quale ormai le persone restano praticamente indifferenti come davanti a evidenti manipolazioni, quali le fotografie ritoccate al “photoshop”. Il continuo bombardamento di trucchi e raggiri pubblicitari ci hanno reso tutti davvero troppo assuefatti a questa prassi poco ortodossa ma ormai considerata normale e, quindi, lecita.
Sarebbe opportuno ricordarsi che un'affermazione non diventa lecita e giusta solo per il fatto che viene reiterata, non contestata (per ipocrisia o rispetto) o affermata da testimonial di successo. Riprendendo la metafora della pubblicità ingannevole, la cosa che spiace non è però il comportamento delle aziende (o delle Istituzioni), che tentano di abbellire le foto pubblicitarie o i comunicati stampa, o il personaggio famoso che incassa compensi oppure acquisisce onorificenze per veicolare informazioni artefatte, ma quello dei consumatori (cittadini o elettori) che non ci vedono niente di male.
Tornando alla delega fiscale, appare preoccupante ascoltare chi dice che si tratterà di "una delega molto generale, che prepara il contesto per i futuri decreti delegati, che sono quelli dove si farà la riforma del Fisco". Molto generale? Come ritiene Confedilizia, non c’è nulla di più pericoloso! L’art. 76 della Costituzione sancisce che “l’esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti”: è evidente che più quei principi e quei criteri sono “generali”, maggiore è la libertà che il Governo potrà esercitare in sede di predisposizione dei decreti delegati.
E quando si parla di “Governo”, in relazione alla materia catastale, deve intendersi “Agenzia delle Entrate”, ossia il soggetto al quale sarà affidata concretamente la stesura dei provvedimenti attuativi. Ma non è la politica che dovrebbe decidere i contenuti di una riforma del catasto (come di qualsiasi altra riforma)? O tocca all’Amministrazione finanziaria?
Duole constare che ormai la politica leale, audace, onesta, schietta e sincera non esiste più. E forse non esistono più nemmeno queste qualità, ormai cadute in disuso perchè controproducenti e dannose per manifesta disutilità e mancato gradimento delle persone, che ormai apprezzano solo atteggiamenti conformistici votati all’ipocrisia; esiste solo il policamente (s)corretto e la pubblicità ingannevole...
