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Imposte e tasse 29 Maggio 2019

Estrazione dai depositi fiscali con autofattura elettronica


Con tre risposte (interpello 14.05.2019, n. 142; consulenza 956-3/2019; interpello 10.04.2019, n. 104) l’Agenzia delle Entrate ha preso posizione sulla modalità di autofatturazione (elettronica o analogica) per l’estrazione dai depositi fiscali Iva per utilizzo/commercializzazione in Italia (art. 50-bis, c. 6 D.L. 331/1993). La questione non è di poco conto giacché, ferma la possibilità di emetterla in modalità elettronica, in tal caso gli operatori sarebbero costretti ad attendere la risposta del sistema SdI per scongiurare l’ipotesi di scarto. Sul punto l’Agenzia delle Entrate aveva fornito fugaci indicazioni il 15.01.2019 (videoconferenza CNDCEC) precisando che queste autofatture, al pari di altre casistiche, vanno emesse con classe documentale TD01, indicando l’operatore tanto come cedente quanto come cessionario. Con la risposta n. 142, l’Agenzia delle Entrate ha ora precisato che “le autofatture emesse per l'estrazione dei beni da un deposito IVA possono, secondo la libera determinazione dei soggetti operanti, essere analogiche o elettroniche extra SdI, con obbligo di fattura elettronica via SdI nel solo caso in cui il bene, estratto dall'operatore italiano, durante la permanenza nel deposito sia stato oggetto di una prestazione di servizi, territorialmente rilevante in Italia, che ne ha modificato il valore”. Trattandosi di operazioni “endogene” (e non verso una...

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