RICERCA ARTICOLI
Imposte e tasse 21 Maggio 2019

Evasione sì ma al netto dei costi


Va sicuramente rivista la condanna di un imprenditore per evasione ex art. 5, D.Lgs. n. 74/2000, quando la determinazione del maggior reddito contestato ha condotto all'impropria quantificazione di un'imposta “sopra soglia”, ma il computo della materia imponibile è stato operato al lordo dei costi sostenuti per la correlata produzione di ricavi. A tal proposito, la Corte di Cassazione (Cass. Pen. Sez. III, Sent. 3.05.2019, n. 18595) ha escluso la punibilità di un imprenditore accusato di evasione fiscale, in quanto il contestato superamento di soglia risultava viziato da lacune dell’accertamento induttivo in cui, appunto, non si era preso in considerazione il sostenimento di alcun costo. In tal caso, hanno trovato accoglimento le istanze difensive che lamentavano l’improprio rilievo attribuito alla metodologia accertativa, condotta solo sulla scorta delle operazioni attive, omettendo di considerare il sostenimento di costi d’esercizio. In mancanza di adeguati e sufficienti riscontri contabili, erano risultate soggette ad esclusiva disamina le fatture attive, senza considerare in alcun modo le fatture d’acquisto. Si rileva, quindi, un'evidente carenza strutturale nella metodologia di controllo e accertamento, che può essere indubbiamente esperito attraverso una ricostruzione induttiva, purché si prendano in considerazione i costi sostenuti nel periodo di riferimento. I costi, in tale ambito, anche se...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.