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Imposte e tasse 07 Febbraio 2020

Fabbricati rurali al test dell’Imu 2020

L’accorpamento con la Tasi comporterà una rimodulazione del tributo ma questo non significa che l’onere sarà superiore al passato.

Dopo quanto previsto nella legge di Bilancio 2020 in materia di unificazione Imu/Tasi (art. 1, cc. 738-783), viene meno l’esenzione dall’Imu per i fabbricati rurali strumentali che erano solamente assoggettati a Tasi, fabbricati che pertanto a partire dal periodo d’imposta 2020 sconteranno l’Imu. Questo cambiamento non significa però che la tassazione su tali immobili risulterà per forza maggiore rispetto al passato. L'art. 1, c. 750 della legge di Bilancio prevede per i fabbricati rurali a uso strumentale di cui all’art. 9, c. 3-bis D.L. 30.12.1993, n. 557, un’aliquota base pari allo 0,1% con facoltà per i Comuni di poterla soltanto ridurre fino all’eventuale azzeramento, in luogo di quella base della nuova Imu pari allo 0,86%, con facoltà per i Comuni di incrementarla fino al 1,06%. Considerato che nella normativa previgente l’aliquota base della Tasi sui fabbricati rurali era pari allo 0,2%, con possibilità per i Comuni di abbatterla fino allo 0,1%, ne è diretta conseguenza che nelle peggiori delle ipotesi l’Imu su tali fabbricati sarà di importo pari a quanto pagato fino allo scorso anno a titolo di Tasi, con la possibilità che risulti inferiore o addirittura pari a zero, considerato che è consentito al Comune di azzerare l’aliquota. La legge di Bilancio fa preciso riferimento ai fabbricati rurali ad uso strumentale di cui all’art. 9, c....

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