Per comprendere la questione cui ha dato risposta l'Agenzia delle Entrate con l'interpello 395/2019, è necessario immaginare questa ipotesi: un contribuente emette una fattura ma per errore la spedisce due volte al cliente. Nel mondo analogico della carta, questa circostanza non avrebbe meritato alcun commento: è evidente che entrambe le parti (salvo ulteriori errori) avrebbero contabilizzato la fattura una e una sola volta, cestinando la seconda copia. Ma siamo certi che nel mondo digitale la regola possa essere replicata senza ulteriori problemi? L'ipotesi può essere allargata per comprendere anche altri errori materiali come quelli che riguardano fatture radicalmente erronee in quanto, per esempio, inviate a clienti sbagliati.
La procedura della fattura elettronica privata mediante SdI non consente al ricevente lo scarto delle fatture. Questa è una caratteristica dell'applicazione fortemente richiesta perché la possibilità di scarto, che è invece accordata alle PA, si è rivelata fonte di abusi. Il cessionario, quindi, è inerme rispetto agli errori del cedente.
L'Agenzia fa sapere che lo SdI dovrebbe essere in grado di intercettare e impedire il doppio invio di una fattura. Nel caso portato all'attenzione dell'Agenzia, il doppio invio è però sfuggito in quanto effettuato una prima volta in formato cartaceo e una seconda volta in formato elettronico.
Ebbene, secondo...