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Imposte e tasse 02 Dicembre 2022

Fattura elettronica al restyling

Rivista la fattura elettronica per avviare i controlli puntuali del Fisco e per garantire la privacy del comparto legale e dei consumatori finali.

Revisione straordinaria alle fatture elettroniche per l’avvio delle procedure di selezione puntuale dei contribuenti ai fini dell’analisi del rischio di evasione. Accolte anche le prescrizioni del Garante della privacy in relazione alle fatture del comparto legale e di quelle aventi come destinatari i consumatori finali.
Le informazioni contenute nella parte descrittiva delle fatture elettroniche, emesse dai legali, verranno memorizzate con tecniche di cifratura, al preciso fine di garantire e proteggere la delicatezza delle indicazioni nelle stesse contenute. Sarà, invece, limitato, a controlli specifici, l’utilizzo dei dati fattura integrati relativi alle operazioni eseguite nei confronti dei consumatori finali (c.d. B2C).
Tali novità, assieme ad altre, sono contenute nel provvedimento direttoriale 24.11.2022, n. 433608, attuativo di ulteriori disposizioni previste, in materia di fatturazione elettronica, dall’art. 1 D.Lgs. 5.08.2015, n. 127.

Dopo questa operazione di restyling, come specificano le motivazioni del provvedimento stesso, dovrebbero prendere il via lo svolgimento delle attività di analisi del rischio, di promozione dell’adempimento spontaneo e di controllo ai fini fiscali di cui all’art. 1, c. 634 e seguenti L. 23.12.2014, n. 190. Sarà l’Agenzia delle Entrate, assieme alla Guardia di Finanza, a memorizzare e utilizzare i file .xml delle fatture elettroniche per le attività istruttorie puntuali di loro competenza o, in caso di indagini penali, su richiesta dell’Autorità giudiziaria.
La banca dati a cui si farà riferimento nello svolgimento di tali attività è quella denominata “dati fattura integrati” nella quale verranno memorizzate, oltre le informazioni e i dati obbligatori delle singole fatture ai sensi dell’art. 21 D.P.R. 633/1972, anche il metodo di pagamento, nonché la descrizione analitica dell’operazione effettuata, ossia natura, quantità e qualità dei beni ceduti e dei servizi prestati.

Da questa memorizzazione analitica resteranno escluse, sulla base dei pareri resi dall’Autorità garante dei dati personali, le fatture del settore legale e quelle emesse nei confronti dei consumatori finali.
Per le fatture del settore legale il Garante della privacy aveva messo più volte in evidenza come, proprio dalla descrizione delle stesse, emergessero informazioni altamente sensibili e delicate in grado non solo di svelare l’esistenza di un procedimento giudiziario, ma anche il nome dei soggetti coinvolti, minori compresi.
Stesso discorso per quanto attiene ai dati del corpo delle fatture elettroniche quando queste vengono emesse nei confronti dei consumatori finali (B2C). Nel corpo delle fatture elettroniche emesse in tale ambito, il Garante, grazie alle valutazioni d’impatto effettuate su tali banche dati, ha potuto, infatti, verificare la sensibilità delle informazioni desumibili in grado di mettere a nudo le abitudini e gli orientamenti (religiosi, politici, sessuali, ecc.) dei singoli individui.
Con la messa a punto delle regole di memorizzazione delle fatture elettroniche transitate dal Sistema di Interscambio, l’Agenzia delle Entrate potrà dare il via alle attività di analisi e selezione puntuale dei contribuenti, sia in un’ottica di compliance che di contrasto all’evasione fiscale.
Il recepimento delle prescrizioni del Garante, da parte dell’Agenzia delle Entrate, è di assoluta importanza. I settori sui quali ha chiesto maggiore protezione vanno ad aggiungersi a tutta l’area medico-sanitaria, esclusa per legge dall’obbligo della fatturazione elettronica.