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Gestione d'impresa 10 Febbraio 2020

Fattura elettronica come alleato di studio

Le novità normative e regolamentari in materia sono destinate a proliferare (leggasi anche F.E. Europea); starà ai professionisti e alla loro clientela farsi parte attiva di questo processo, per beneficiare del cambiamento al digitale.

Chiusi da pochi giorni i lavori del Forum Italiano sulla fattura elettronica, istituito all'Agenzia delle Entrate, sono state anticipate modifiche di sostanza per alcune tabelle di compilazione del file xmlfattura, con l'intento dichiarato di un migliore popolamento dei dati. Obiettivo finale: laprecompilata Iva. Un'affermazione, questa, che può destare stupore, perplessità o addirittura reazioni negative, stante il fatto che, a tendere, potrebbe sembrare non più necessaria la figura di chi quotidianamente, con dovizia e serietà professionale, accompagna i clienti nelle tortuose curve dei commi legislativi. L'obiettivo dell'Agenzia è arduo e sicuramente difficile: pensare di riuscire a predisporre una bozza di dichiarazione Iva annuale estrapolando i dati dai file transitati dallo SdI significa essere a conoscenza di informazioni, soprattutto lato passivo, rilevabili unicamente dalle registrazioni contabili.
È indubbio che ampliare le casistiche delle tipologie del documento fattura, oppure i codici natura e ritenute (vedasi tabella sottostante) può essere un buon inizio, ma occorre anche immaginare cosa significa per l'emittente: riorganizzare procedure interne, formare il personale amministrativo, ecc. Quello che pare certo è la centralità della figura del consulente, che sta accompagnando da tempo la propria clientela, soprattutto piccola e destrutturata, nel nuovo mondo digitale (esempio, non ultimo, i corrispettivi telematici).
In questi particolari momenti, essere “attenti” alle esigenze della clientela indotte dall'evoluzione digitale significa rinvigorire ulteriormente quel rapporto di fiducia e di vicinanza quale fattore distintivo rispetto ad altre realtà professionali (quasi “industrializzate”) in cui il piccolo imprenditore rischia di trovarsi a essere solamente un numero tra tanti. Porre invece attenzione a questi cambiamenti normativi, che hanno evidenti impatti sull'operatività, può dare un messaggio diverso al cliente, oggi invogliato da più parti a pensare che la contabilità sia “automatica”, sentendosi quindi in diritto di chiedere uno sconto (?!?). Una situazione purtroppo non remota, che potrebbe magari essere evitata organizzando una nuova politica di comunicazione volta ad anticipare le novità in arrivo e che, anche con piccoli corsi formativi, può aiutare le aziende a meglio compilare i campi fattura al fine di agevolare il committente finale nella registrazione contabile della fattura ricevuta, della riconciliazione con l'ordine di acquisto e quindi nella predisposizione del relativo pagamento in tempi più rapidi.
Riuscire a passare questa “cultura” al digitale potrebbe fare da motore affinché tutto il sistema paese ne possa beneficiare. Grandi realtà organizzate già lo stanno facendo, magari imponendo determinati comportamenti ai propri “piccoli” fornitori di filiera, dall'alto di una posizione economica privilegiata. Oggi però a nostro vantaggio arriva la fattura elettronica europea che standardizza ulteriormente i campi fattura, rendendo più “democratico” tutto il processo di fatturazione attivo e passivo, veloce e puntuale. A quel punto, probabilmente, si potrà pensare a una maggiore integrazione e puntualità dei dati messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate. La strada è già stata intrapresa e il processo è inarrestabile: sta a noi quindi decidere di farci parte proattiva, cercando di fornire nuovi servizi di consulenza legati all'analisi dei dati del cliente già in nostro possesso, per fargli capire che siamo consulenti ancor prima che contabili. Ci aiuterà per meglio definire, a vantaggio nostro e delle nostre imprese assistite, quell'orizzonte digitale già abbozzato dal legislatore.