La vendita in piedi è un contratto di cessione del prodotto agricolo ancora in campo, non di godimento del fondo. Esso si sostanzia nella cessione dell’intero prodotto stagionale ancora in campo, che può essere determinata: “a corpo” o “a misura”.
La vendita in piedi rappresenta una prassi ormai consolidata nel settore agricolo, sviluppatasi nel tempo come risposta alle esigenze organizzative e produttive delle imprese. Essa si rivela particolarmente funzionale nei casi in cui l’imprenditore agricolo intenda trasferire il prodotto quando questo è ancora pendente sul fondo, prima della fase di raccolta. Dal punto di vista giuridico, tale operazione non configura un contratto di godimento del terreno, bensì un contratto di cessione di beni, poiché l’oggetto dell’accordo è il trasferimento della proprietà del prodotto agricolo considerato nella sua globalità. Proprio per questa qualificazione, la vendita in piedi non comporta, in via generale, l’obbligo di registrazione, salvo che ciò sia richiesto per finalità probatorie o previsto da specifiche clausole contrattuali.Sul piano operativo, la vendita in piedi consiste nella cessione dell’intero raccolto stagionale ancora in campo. La determinazione del corrispettivo può avvenire secondo due modalità principali: “a corpo”, quando il prezzo è stabilito in modo forfetario per l’intera produzione, oppure “a misura”, quando il compenso è calcolato sulla base delle quantità effettivamente ottenute o della resa finale. In entrambe le ipotesi, le operazioni materiali di raccolta e, spesso, anche quelle di prima movimentazione del prodotto sono poste a carico dell’acquirente, il quale assume il rischio connesso alla fase di raccolta e alla...