RICERCA ARTICOLI
Imposte e tasse 03 Luglio 2023

Fatturazione delle prestazioni del professionista defunto

L’obbligo di emettere la fattura si trasferisce in capo agli eredi, che non possono chiudere la partita Iva del defunto sino a quando non viene incassata l’ultima parcella: in caso contrario, dovranno richiederne la riapertura.

Esaminando gli obblighi in capo agli eredi del professionista, giova ricordare la linea dell’Amministrazione Finanziaria secondo la quale l’attività del professionista non si può considerare cessata fino all’esaurimento di tutte le operazioni, ulteriori rispetto all’interruzione delle prestazioni professionali, dirette alla definizione dei rapporti giuridici pendenti e, in particolare, di quelli aventi ad oggetto crediti strettamente connessi alla fase di svolgimento dell’attività professionale. Da ciò deriva l’assunto contenuto nella risoluzione dell’Agenzia delle Entrate 11.03.2019, n. 34/E, secondo cui in presenza di fatture da incassare o prestazioni da fatturare, gli eredi non possono chiudere la partita Iva del professionista defunto sino a quando non viene incassata l’ultima parcella. Per questi motivi, qualora il de cuius non abbia fatturato la prestazione, secondo l’Agenzia delle Entrate (che riprende l’interpretazione contenuta nella sentenza n. 8059/2016 delle Sezioni Unite della Cassazione) l’obbligo si trasferisce agli eredi che dovranno fatturare la prestazione eseguita dal defunto professionista non già in nome proprio, ma in nome del de cuius. Nell’ipotesi in cui gli eredi avessero cessato la partita Iva del professionista, gli stessi avranno l’obbligo di chiederne la riapertura onde procedere alla fatturazione delle...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.