L'evoluzione normativa europea e la direttiva ViDA ridisegnano la compliance tributaria transfrontaliera: come i professionisti guidano le imprese tra scadenze locali e hub di governance fiscale centralizzati.
Trasformazione del quadro tributario transfrontaliero - La digitalizzazione dei flussi documentali sta vivendo un profondo cambiamento transfrontaliero. Se fino a ieri la fatturazione elettronica è stata vissuta dalle imprese e dagli studi professionali come un adempimento domestico, regolato dal Sistema di Interscambio (SdI), l'orizzonte europeo impone oggi una radicale revisione dei processi di fatturazione estera. L'accelerazione normativa e l'avvicinarsi dello spartiacque del 2026 aprono una straordinaria area di sviluppo per il professionista. Quest'ultimo è chiamato a superare il ruolo di mero garante della conformità fiscale (compliance) per elevarsi a consulente strategico di processo (governance), aiutando le imprese che operano sui mercati internazionali a centralizzare i flussi e azzerare i rischi operativi derivanti dalle nuove normative estere.Direttiva ViDA e rendicontazione comunitaria - Il pacchetto europeo ViDA (VAT in the Digital Age) si pone l'obiettivo di armonizzare e digitalizzare i sistemi Iva nell'Unione, aggredendo l'evasione transfrontaliera e semplificando l'attività delle imprese. L'impianto si poggia su 3 pilastri: - digital reporting requirements (DRR), con rendicontazione dei dati Iva intracomunitari entro 10 giorni dall'operazione tramite fattura elettronica obbligatoria; - platform economy, che attribuisce alle piattaforme digitali la responsabilità di riscossione Iva nei trasporti e alloggi brevi; - single vat registration, che...