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Gestione d'impresa 17 Settembre 2021

Fenomenologia dello studio professionale: Giuda, basta la parola!

Concludiamo la rassegna dei sei personaggi (indesiderabili) in cerca d’autore con il traditore per eccellenza. Siete convinti che sia un vostro amico/a e, improvvisamente, scoprite di averlo contro.

Certo, nemmeno lui avrebbe immaginato un successo così duraturo e planetario. “Giuda, basta la parola!” ricorda una vecchia pubblicità in voga negli anni Settanta quando si avvertiva un senso di pudore nel chiedere al farmacista un lassativo. È più famoso di Pelè, gode di una carriera bimillenaria tanto che oggi, se dovessi descrivere il collega, il cliente o l’amico come una persona falsa e traditrice, basterebbe la parola: “Giuda”.

Certamente vi sarà capitato di prendere un caffè con quella “bella persona” che sparla di tutto l’ufficio nel peggior dei modi. È particolarmente corrosiva e spietata e ne ha certamente per tutti, tranne che per voi (l’amico/a di sempre). Chissà quanto siete “speciali” per esservi sottratti al suo dente avvelenato. Semplice: non è accaduto. La prossima volta che prenderà il caffè con qualcun altro, ci sarà la vostra testa sul ceppo del boia. Che bella gente è questa: annuisce sorridendo e sembra condividere tutto quello che dite, quando invece, sta pensando che raccontate un sacco di idiozie.
Il Giuda di turno spesso ci coglie di sorpresa “tu quoque, Brute fili mi?”. Sentirlo parlare è piacevole: “lealtà, onestà, correttezza, ecc.”, ma non lasciatevi ammaliare dalle sue parole perché recitare è il suo mestiere.
Indossa una maschera che spesso finisce per aderire alla sua pelle e non si rende conto che ciò che dice è dissonante dal suo agire. Dotato di una grande autostima, non si preoccupa di essere scoperto, celando una sicurezza e fiducia interiore (sicurezza deriva dal latino securus, che significa per l’appunto senza preoccupazione). Non si impensierisce perché, se messo con le spalle al muro, avrà una risposta pronta e una giustificazione sempre a portata di mano da sfornare come un cornetto a colazione.
Giuda può creare danni alla vostra reputazione e al vostro ego, specie se conosce cose riservate. Potete star certi che non riuscirete a prevenire le sue azioni perché lavora in modo subdolo e di conseguenza è impossibile batterlo sul tempo.

Il traditore si può nascondere nel cliente che tace e, all’apparenza, gli va bene tutto. È al tipo silente che dovete prestare attenzione e non a quello che si lamenta. Se vi contesta è perché vuole più attenzione e quindi, tiene a voi. Non sottovalutate la reazione “differita nel tempo” del collaboratore che sgridate e/o umiliate davanti a tutti ferendo la sua autostima, perché un giorno, indossata la tunica di Giuda, si vendicherà alla grande.

Come reagire? Una volta individuato è preferibile allontanarlo. Non illudetevi, non lo cambierete mai! L’alto livello di autostima lo rende cieco e spietato. Prestate attenzione alla forma di comunicazione: “Conosco tizio”; “Sono amica/o del direttore”. Questa è la cosiddetta maschera di potere, usata per soddisfare le proprie necessità di base affannandosi a convincere gli altri della propria forza.
Alcuni indossano maschere di superiorità per impressionare, dimostrare e fare colpo puntando su qualità professionali e doti umane superiori (inesistenti). Dimenticano che quella “finzione” imprigiona la loro vita e le loro emozioni, creando una vera e propria dipendenza.
Ricordo a me stesso che noi umani ci vediamo per come ci descriviamo e per cosa gli altri dicono di noi. Non ditelo a Giuda: vi direbbe che non è vero! Come scrisse il saggista inglese W. Hazlitt: “l’uomo è un animale che finge, e non è mai tanto sé stesso come quando recita".