Associazioni sportive dilettantistiche e sport
18 Agosto 2026
Feste e raccolte fondi sportive dopo la riforma
La circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 7/E/2026 chiarisce chi possa continuare a non pagare le imposte sui proventi di feste, tornei e raccolte fondi organizzate per sostenere la propria attività.
L’art. 25, c. 2 L. 133/1999 riconosce agli enti sportivi dilettantistici un beneficio fiscale importante: i proventi che derivano da attività commerciali collegate agli scopi istituzionali dell'ente, così come le somme raccolte attraverso iniziative pubbliche di raccolta fondi organizzate in occasione di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione, non vengono conteggiati nel reddito imponibile su cui si calcolano le imposte. Si tratta di un aiuto concreto per sostenere le tante iniziative, come feste, tornei o eventi di raccolta fondi, che gli enti sportivi organizzano periodicamente per finanziare la propria attività, oltre ad avere importanti finalità sociali e di promozione dello sport. Il beneficio, però, non è illimitato: la stessa norma, richiamando il disposto di cui all’art. 143, c. 3, lett. a) del Tuir, stabilisce 2 condizioni precise. Gli eventi organizzati non possono essere più di 2 all'anno e l'importo complessivo raccolto non può eccedere i 51.645,69 euro. Per poter accedere a questa detassazione, inoltre, l’ente deve aver scelto di applicare il regime fiscale semplificato riservato al mondo sportivo dilettantistico di cui alla L. 398/1991, che consente alle associazioni e società sportive di calcolare le imposte in modo forfettario anziché con le regole ordinarie previste per le attività commerciali.Il problema affrontato dalla circolare riguarda però un disallineamento normativo che si era creato nel tempo: questa agevolazione...