Economia 30 Luglio 2021

Finisce 1-0 la partita delle rinnovabili contro i combustibili fossili

Per la prima volta la produzione di energia rinnovabile ha superato quella proveniente da combustibili fossili.

Lo afferma uno studio dell'Eurostat, l'ufficio statistico dell'Unione Europea con sede in Lussemburgo, che ha mostrato una significativa diminuzione del consumo interno di combustibili fossili nel corso del 2020.

Energia elettrica - Secondo i dati forniti dall'istituto statistico, e in parallelo con l'emergenza pandemica, nel 2020 l'energia elettrica prodotta da fonti fossili è diminuita del 9,8%, raggiungendo il livello più basso dal 1990. Anche per quanto riguarda il nucleare, la produzione di elettricità è diminuita del 6,3% rispetto al 2019, al minimo dal 1990. Questo significa che sta crescendo fortemente la spinta verso la produzione e il consumo di energia da fonti rinnovabili.

Petrolio e prodotti petroliferi - Nel 2020 è stato registrato un calo massiccio del consumo di petrolio e di prodotti petroliferi, con una diminuzione del 12,9% rispetto al 2019; se questi dati si confrontano al 2005 la diminuzione raggiunge il picco del 23,1%.

Gas naturale - Il consumo interno di gas naturale è stato meno influenzato nel 2020: la diminuzione rispetto al 2019 è stata solo del 2,6 %, ma anche qui, se si confronta all'anno 2005, si registra un calo dell'8,9%.

Carbone - Anche il consumo di carbone ha continuato il suo forte declino, a seguito degli effetti della pandemia combinati con quelli delle politiche di fuoriuscita dall'economia del carbone. Rispetto al 2019, i dati 2020 indicano una diminuzione significativa del 20,0% per la lignite e del 18,0% per il carbon fossile. Dal 2005 al 2020 il consumo di carbon fossile si è dimezzato (-51,2 %), mentre la lignite è diminuita del 44,9% nello stesso periodo.

L'ambizioso progetto UE verso la neutralità climatica - Recentemente i 2 organi legislativi europei (Parlamento e Consiglio dell'Unione Europea) hanno approvato la legge sul clima che fissa l'obiettivo Ue di ridurre le emissioni di gas serra al 2030 del 55% rispetto ai livelli del 1990 per raggiungere la neutralità climatica nel 2050. Sulla scia della spinta legislativa, pochi giorni fa la Commissione Europea (che ha potere esecutivo) ha presentato un maxi-pacchetto di riforme per la neutralità climatica denominato “Fit for 55”. Il piano conta varie proposte legislative che affrontano ogni ambito del sistema economico: dai combustibili alle foreste, dalla tassazione della CO2 ai trasporti stradali e marittimi. Tra le proposte della Commissione c'è il rilancio del mercato per lo scambio delle emissioni del trasporto su gomma e del riscaldamento degli edifici, una carbon tax per l'importazione di prodotti inquinanti in Europa e lo stop, a partire dal 2035, delle vendite di auto a benzina e diesel.

Secondo gli esperti, si tratta del più ambizioso piano mai messo in atto contro il cambiamento climatico nel mondo, ma vari commentatori hanno sostenuto che tali misure potrebbero causare nuovi conflitti sociali e commerciali.