Gli strumenti ibridi di patrimonializzazione sono quella tipologia di strumenti finanziari che presentano in parte caratteristiche proprie dei titoli di debito, essendo prevista la corresponsione di interessi passivi, in parte hanno tratti che li accomunano a strumenti di natura partecipativa del capitale, in quanto non sussiste un obbligo di rimborso e parte della remunerazione è ancorata e dipendente dal risultato economico prodotto dalla società emittente. Si pone allora il problema della qualificazione fiscale di tali strumenti, in quanto il collocamento nell'una o nell'altra categoria determina un diverso trattamento delle remunerazioni corrisposte ai detentori: interessi passivi deducibili dal reddito d'impresa, se qualificati come obbligazioni, oppure dividendi indeducibili, se trattati alla stregua di azioni.
Per il principio di derivazione rafforzata la qualificazione degli strumenti ibridi effettuata in base alla corretta applicazione delle regole civilistiche dovrebbe assumere anche rilevanza fiscale. Da un punto di vista contabile, in base alla prevalenza della sostanza sulla forma e indipendentemente, quindi, dalla loro denominazione, gli strumenti ibridi di patrimonializzazione vengono inclusi tra le passività come strumenti di debito, se esiste un obbligo di rimborso delle somme relative alla loro sottoscrizione; vengono inclusi invece nell'ambito del patrimonio, anche se formalmente qualificati come debiti, se tali somme...