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Imposte e tasse 28 Settembre 2022

Fiscalità del patto di famiglia secondo la Cassazione

L’istituto giuridico è un contratto disciplinato dagli artt. 768-bis-768-octies c.c. con cui l’imprenditore (o il titolare di partecipazioni societarie) trasferisce in tutto o in parte l’azienda (le proprie quote) a uno o più discendenti.

Il patto di famiglia permette all’imprenditore di gestire il momento del passaggio generazionale senza creare pregiudizio nei confronti degli aventi diritto alla successione legittima, in quanto i discendenti e i legittimari a cui non viene trasferita la proprietà aziendale sono obbligatoriamente compensati dal beneficiario con una somma che può essere erogata in denaro o in natura. Allo stesso tempo il beneficiario è tutelato da possibili rivendicazioni di altri familiari, in quanto al patto di famiglia non sono applicabili gli istituti della collazione e della riduzione. Il patto di famiglia deve rispettare alcune condizioni per essere valido: al contratto devono partecipare il coniuge, i discendenti tutti ed i legittimari alla successione; tutti coloro che prendono parte al contratto devono essere d’accordo sulla nomina del beneficiario che acquisirà la titolarità dell’azienda; l’atto deve essere redatto in presenza di un notaio ed ha obbligatoriamente la forma dell’atto pubblico. Secondo quanto previsto inizialmente dalla normativa, il patto di famiglia sconterebbe un regime di favore in materia di imposte indirette, con l’esenzione dall’imposta sulle successioni e donazioni e dalle imposte ipotecarie e catastali su immobili aziendali compresi nel trasferimento. Le condizioni elencate dalla norma sono le seguenti: il destinatario del trasferimento deve essere un discendente...

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