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Imposte e tasse 26 Aprile 2021

Fondo perduto: perché penalizzare le partite Iva aperte nel 2019?

Le realtà nate nel corso del 2019 dovranno espungere dal fatturato medio mensile le operazioni realizzate nel corso del mese di avvio dell’attività. Macroscopiche disparità di trattamento tra contribuenti del tutto simili.

Con il presente contributo non intendo tediarvi ulteriormente rispetto alla tematica che ormai da qualche settimana ha invaso le testate giornalistiche specializzate, il famigerato contributo a fondo perduto, quanto vorrei condividere con voi una riflessione circa la portata estremamente penalizzante dell’art. 1, c. 5, 2^ parte, D.L. 41/2021 (Decreto Sostegni) per le partite Iva aperte nel 2019. Così recita: “Per i soggetti che hanno attivato la partita iva dal 1.01.2019, ai fini della media di cui al primo periodo, rilevano i mesi successivi a quello di attivazione della partita Iva”. Dall’analisi letterale della disposizione non appare chiaro se il Legislatore volesse espungere dal calcolo del fatturato mensile medio soltanto il mese di apertura (quindi il denominatore) cercando di semplificare il calcolo dei giorni effettivi di svolgimento dell’attività; oppure se intendesse escludere totalmente sia il fatturato prodotto nel primo mese, sia il primo mese stesso (quindi numeratore e denominatore). Nonostante la prima soluzione potesse sembrare più logica, essendo il fatturato un quantum cristallizzato nell’anno 2019 che prescinde dal giorno o mese nel quale è stato prodotto, l’Agenzia delle Entrate, nella Guida sul contributo a fondo perduto pubblicata lo scorso mese e successivamente nel provvedimento n. 82454/2021, ha precisato che le nuove attività non devono considerare l’ammontare del...

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