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Gestione d'impresa 28 Novembre 2018

Food blogger: perché coinvolgerli nel marketing aziendale


Un recente articolo di “markup” stila la top ten corrente dei 10 nomi più seguiti; un tripudio di donne. L'indagine mensile è di Blogmeter, che ha studiato i principali profili Facebook, Instagram, Twitter e YouTube (ove presenti) e decretato un podio. Benedetta Rossi - Fatto in casa da Benedetta. Valeria Ciccotti - Vale cucina e fantasia. Chef in camicia - Nicolò, Lello e Andrea. I loro post sono seguiti da milioni di persone per cui una “parola” nel loro blog ha una cassa di espansione immensa: Benedetta Rossi porta 5,6 milioni di follower totali; Valentina Boccia (solo al quinto posto) è fondatrice del blog “Ho voglia di dolce” ed è specializzata in ricette dolci, vanta oltre 1,7 milioni di fan sui suoi canali social. Sono questi i numeri che portano le aziende a inserirli come tasselli nei loro piani di marketing e di comunicazione. Ma chi è un food blogger e che valore aggiunto può portare? Innanzitutto diciamo che mentre la definizione è “standard”, il valore aggiunto dipende dalla capacità del singolo. Mi spiego: il food blogger non è uno che fotografa e mangia. Deve ovviamente sapere cucinare (la credibilità arriva dal saper fare), ma deve anche essere uno scrittore di novelle, capace di raccontare una storia interessante attraverso le parole e le immagini, portando un punto di vista unico, proprio. Quindi è un racconto di...

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