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IMPOSTE E TASSE 07/02/2020

Forfetari, la probabile doccia gelata

Alla luce delle ultime interrogazioni parlamentari, si rafforzano i segnali per l'entrata in vigore immediata (dal 1.01.2020) dei nuovi sbarramenti sui redditi di lavoro percepiti (€ 30.000) e sui compensi versati a collaboratori (€ 20.000), in entrambi i casi con riferimento al 2019.

Se il forfetario che nel 2019 ha percepito una pensione superiore a 30.000 euro volesse emettere fattura nel 2020, dovrebbe attendere; così come il forfetario che aveva e ha tutt’ora in essere un contratto di lavoro dipendente, o lo ha cessato nel 2019 ma ne ha iniziato uno nuovo e la somma dei due supera la soglia; così come se lo ha cessato e ha percepito la pensione, la cui somma supera i 30.000; così come il pensionato (con pensione superiore ai 30.000) che magari vuole aprire partita Iva nel regime agevolato per avviare una piccola attività marginale, dovrebbe attendere; e lo stesso dicasi per i forfetari che hanno assunto dipendenti nel 2019, sostenendo spese superiori a 20.000 euro per i compensi.
Buona parte del mondo dei contribuenti forfetari è in stallo, in attesa di una disposizione ufficiale e non solo di cenni discordanti (si veda la sottosegretaria Guerra, appoggiata anche da ultimo dall’interrogazione parlamentare del 5.02, ma anche il sottosegretario Villarosa che ventilava invece un approccio più conciliante).
Molti, magari per non commettere errori, avranno abbandonato il regime emettendo fatture con Iva e ritenuta (se professionisti), dato il consolidarsi della tesi di rigida applicazione delle nuove cause di esclusione già dal 2019; altri, più fiduciosi, avranno invece emesso fatture proseguendo nel regime agevolato. In ogni caso, qualunque comportamento tenuto prima dei chiarimenti ufficiali (che dovrebbero giungere a breve, come citato da ultimo nell’interrogazione del 5.02.2020) si auspica rimanga esente da sanzioni di qualsivoglia natura, così come saranno da considerare le tempistiche necessarie per aderire al regime corretto.
Telefisco sembrava l’appuntamento perfetto e atteso per svelare questa incognita, invece con grande disappunto nessuna menzione è stata fatta sulla decorrenza della nuova causa ostativa introdotta per i forfetari 2020, così come nulla è stato chiarito sui 20.000 euro di lavoro dipendente. Entrambi i requisiti (uno ostativo e uno di accesso, ma al superarsi dei quali non è possibile accedere al regime) andranno verificati nel 2019 o nel 2020? Gli unici chiarimenti, se tali possono definirsi, forniti dall’Agenzia nel corso del consueto appuntamento, altro non sono state che mere ripetizioni di risposte fornite in precedenza per lo stesso regime o per l’analogo regime dei minimi:
Forfetari e partecipazioni in società di persone ereditate/donate nell’anno: come già chiarito nella circolare 10.04.2019, n. 9/E, pagg.14-15, le partecipazioni in società di persone ricevute nell’anno X in eredità o in donazione, se cedute prima del 31.12.X non implicano la fuoriuscita dal regime agevolato.
Forfetari e corrispettivi telematici: il forfetario che nel 2019 emetteva corrispettivi, nel 2019 può scegliere se continuare a emettere corrispettivi e dotarsi di un registratore telematico atto a inviarli allo Sdi, o se emettere fatture al posto dei corrispettivi (come del resto già poteva fare prima) e quindi emetterle in formato cartaceo, come concesso per i forfetari.
Forfetari e indennità di maternità: l’indennità di maternità non rientra nel calcolo della soglia dei 65.000, seppur debba essere comunque tassata, si ritiene, nel quadro LM. Chiarimento analogo già fornito nella richiamata circ. 17/E/2012 allora per i cosiddetti minimi (D.L. 98/2011).
E con questi 3 punti si esauriscono i chiarimenti riservati al mondo dei forfetari.