Le fotografie, scattate durante gli eventi, sono oggetti d’arte, sottoposti ad aliquota del 10%, se scattate dall’autore stesso o sotto il suo controllo, firmate e numerate nei limiti di 30 esemplari, di qualsiasi formato e supporto.
Perché dovremmo domandarci se le foto scattate ai matrimoni, battesimi, cresime, e ricorrenze varie sono oggetti d’arte? La risposta è molto pragmatica, da essa dipende l’aliquota Iva applicabile. La Corte di Giustizia Europea (sentenza 5.09.2019, causa C-145/18), ha affermato che i ritratti e le fotografie scattate per tali eventi da parte di un fotografo professionista sono oggetti d'arte quando presentano determinate condizioni oggettive fissate nella normativa e, come tali, devono pertanto godere di un'aliquota Iva agevolata.
Per sapere cosa pensa l’Agenzia delle Entrate della questione, un fotografo professionista ha proposto un interpello (188/2022). L’Agenzia rileva, anzitutto, le condizioni affinché una fotografia sia considerata oggetto d’arte. Sia nella disciplina nazionale, sia nella Direttiva UE, si prevede che siano soggette all’aliquota ridotta le fotografie eseguite dell'artista, tirate da lui stesso o sotto il suo controllo, firmate e numerate nei limiti di 30 esemplari, di qualsiasi formato e supporto.
Secondo la sentenza citata, il discrimine non è il soggetto artistico della foto, ma il fatto che le fotografie sono eseguite dall'artista. Pertanto, non dobbiamo porci la questione della rilevanza artistica della foto da matrimonio o altri eventi. Qualora l’Amministrazione Finanziaria avesse la discrezionalità di valutare il carattere artistico della foto, si...