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Bandi, agevolazioni, bonus, contributi a fondo perduto 30 Giugno 2026

Fotovoltaico e rinnovabili: come massimizzare gli incentivi nel 2026

Come massimizzare gli incentivi nel 2026 combinando Iperammortamento, Simest e bandi regionali.

Investire oggi in energia rinnovabile è una necessità competitiva e strategica per le aziende. Chi opera nei distretti manifatturieri lo sa: l'energia non è una voce comprimibile nel breve periodo. O si abbatte alla fonte, producendo energia propria, oppure si subisce un mercato fortemente instabile a causa della situazione geopolitica in atto. Il fotovoltaico industriale è la risposta più immediata e matura. E il 2026 è, probabilmente, il momento migliore di sempre per investirci: la sovrapposizione di incentivi nazionali e regionali oggi disponibili e in continua evoluzione consente di ridurre il costo netto dell'investimento in modo straordinario grazie al meccanismo della cumulabilità. Inoltre, l’11.06.2026, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato il decreto direttoriale che finalmente apre la piattaforma per la prenotazione delle agevolazioni del nuovo iperammortamento che introduce tra i beni ammissibili anche i beni per la produzione di energia da fonti rinnovabili, destinata all'autoconsumo, inclusi i sistemi di stoccaggio, senza la necessità di un investimento trainante in beni strumentali 4.0.

Cumulabilità in pratica: quanto vale davvero per l'impresa - I 2 principali incentivi nazionali disponibili per le imprese che investono in energie rinnovabili sono:
- iperammortamento: maggiorazione del costo di acquisizione fino al 180% con riferimento alla determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria;
- Simest - Linea Transizione Digitale o Ecologica: combinazione tra finanziamento a tasso agevolato e co-finanziamento a fondo perduto fino al 30%.
Il cuore del ragionamento è questo: le misure possono cumularsi senza necessariamente escludersi a vicenda, massimizzando il beneficio ottenibile dalle imprese.
Vediamo un esempio: PMI manifatturiera, impianto fotovoltaico da 250.000 euro.
Ipotizziamo una PMI del settore metalmeccanico (IRES 24%), con certificazione ISO 14001, con un minimo di fatturato export (anche solo il 3%) che installa un impianto fotovoltaico da 500 kW per autoconsumo, con moduli iscritti nelle Categorie B e C del Registro ENEA. Accede a Simest e iperammortamento.
Parametri Simest: Tasso di riferimento: 3,19%; Tasso agevolato: 10%; Scoring: intermedio; Fondo perduto: 20%.
Calcolo iper-ammortamento: ammortamento: 6 anni; stima del beneficio Simest: 81.921,29 euro (di cui 50.000 euro a fondo perduto); imponibile nettizzato: 98.078,71 (*costo ammissibile massimo in base alle regole dell'iper è pari a 180.000 euro, quindi: 180.000 - 81.921,29); iperammortamento totale (180%): 176.541,67 euro. Risultato Iperammortamento: 42.370 euro di beneficio fiscale, pari al 49,7% dell’investimento.
Il payback si riduce ulteriormente grazie al risparmio annuo in bolletta.

Inoltre, a queste 2 misure si aggiungono anche numerose agevolazioni regionali in continua evoluzione, spesso meno presidiate ma che possono fare una differenza significativa nel conto finale. Un esempio concreto è il bando "Energie rinnovabili nelle Imprese 2026" della Regione Piemonte, che prevede un finanziamento agevolato e un contributo a fondo perduto fino al 30%, variabile in base alla dimensione d’impresa.
La specifica combinazione di 3 misure quali Iperammortamento, Simest - Linea transizione Digitale o Ecologica e Bando Energie rinnovabili nelle imprese di Regione Piemonte consente, per esempio, di massimizzare il beneficio complessivo cumulando, entro determinati limiti, 2 di queste agevolazioni o persino tutte e 3.

La direzione per le imprese è irreversibile: chi investe oggi, oltre a beneficiare delle condizioni attuali, tra le più favorevoli mai disponibili, si posiziona su un percorso di riduzione strutturale dei costi energetici che nel medio periodo si traduce in un vantaggio competitivo reale e misurabile.
Alessandra Volpe