Economia 29 Luglio 2021

G20, eppur si muove

A volte i grandi qualcosa riescono a decidere, in quelle troppo spesso retoriche riunioni che accompagnano i G20.

L'aspettativa che organismi complessi come un'assemblea di 20 potenze mondiali riescano miracolosamente a uscire da stalli provocati da veti incrociati è, a volte, smentita. È successo all'ultimo G20 economico a presidenza italiana, convocato a Venezia dove è stata definita la Global Minimum Tax a carico dei giganti del web e, in generale, delle multinazionali che operano a livello globale, ma con sedi fiscali alquanto convenienti. Le linee sono quelle già definite dall'Ocse e prevedono 2 fondamentali meccanismi di riallocazione per tipologia, entità di fatturato e distribuzione geografica. Non è solo, però, il contenuto specifico della decisione che qui ci interessa. La risoluzione non vede ancora una completa unanimità, ma è comunque sostenuta da Paesi che, insomma, costituiscono il 90% del Pil mondiale. Ci interessa il fatto che un organismo internazionale è stato capace di battere un colpo, dopo anni di titubanze e di convenienze nazionali. Il tempo passato ad accorgersi che le dinamiche globalizzanti, lo sviluppo impetuoso e monopolistico di grandi concentrazioni necessitavano di risposte e decisioni altrettanto universali è stato troppo e ha consentito lo sviluppo di anomalie. Anomalie come quelle di Paesi che, pur essendo integrati in sistemi economici strutturati, come ad esempio l'Unione Europea, hanno potuto praticare politiche fiscali particolarmente vantaggiose per...

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