Gli esperti in composizione della crisi sono perlopiù commercialisti
I dati diffusi da Unioncamere dimostrano che la composizione negoziata della crisi d’impresa sta diventando uno strumento utile per il debitore in crisi tant’è che sembra avere un appeal differente rispetto al passato.
Fatta eccezione per il periodo iniziale in cui l’accesso alla composizione negoziata è stato sicuramente inferiore a causa della novità e dell’incertezza sulle potenzialità del suo utilizzo, è possibile notare oggi un ricorso maggiore allo strumento. L’utilizzo che viene fatto della composizione negoziata da parte delle imprese sembra essere più cosciente; in particolare, l’incremento degli esiti positivi delle istanze parrebbe confermare che le aziende utilizzino lo strumento in uno stadio della crisi non ancora troppo avanzato.
Nel corso dei trimestri, il numero di istanze non inviate si è significativamente ridotto (circa il 44% in meno dal primo al quinto trimestre), mentre il numero di istanze inviate ha subito un lento ma costante aumento, a conferma di un maggiore utilizzo dello strumento e di un maggior grado di fiducia nei confronti della composizione negoziata. Inoltre, è cambiato il rapporto fra istanze archiviate, rifiutate e gestite; mentre la variazione fra il primo e il quinto trimestre è del -86% per le istanze archiviate, nel caso di quelle in gestione dall’esperto si ha un incremento pari a 6 volte il numero di istanze di partenza. Si può, quindi, ipotizzare che le imprese ricorrano allo strumento in una fase di crisi che lascia margine di manovra all’esperto e, quindi, anche spazio per avviare un dialogo con i creditori. Riguardo agli elenchi degli...