Dopo vent'anni di servizio, gli studi di settore sono stati pensionati e sostituiti, come metodologia accertativa, dagli indici sintetici di affidabilità; questi ultimi sono finalizzati a selezionare le imprese e i professionisti da sottoporre a controllo, sulla base dell'analisi del rischio di possibile occultamento di ricavi/compensi, rappresentato dal punteggio ottenuto dall'elaborazione dei dati richiesti. In sede di prima applicazione degli ISA stanno subito emergendo rilevanti criticità.
A nostro avviso, il fatto che l'elaborazione degli ISA sia fondata su dati relativi a medie matematico-statistiche attribuisce al nuovo sistema gli stessi limiti dei vecchi studi di settore, ossia l'impossibilità (di fatto) di comprendere la genesi dei risultati numerici elaborati (in particolare, l'impatto sul giudizio di affidabilità dei dati forniti dall'Agenzia delle Entrate nei files precompilati) e l'inidoneità a misurare la fedeltà fiscale del contribuente; sotto quest'ultimo aspetto, si può verificare che un soggetto:
- ottenga un basso punteggio non per occultamento di ricavi/compensi, ma solo per inefficienze gestionali o marginalità dell'attività;
- ottenga un alto punteggio anche occultando ricavi/compensi, per effetto di elevata efficienza gestionale.
Come osservato dall'Unione Regionale degli ODCEC delle Marche, sono venute alla luce situazioni problematiche...