Agenzia di pubblicità condannata anche in Cassazione, inutile invocare la mancanza di data certa delle immagini.
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La Cassazione (ordinanza 10.01.2020, n. 308) ammette come fonti di prova le foto scaricate da Google Street View, che possono essere usate nell'ambito dell'accertamento tributario. E’ onere del contribuente contestare i fatti rappresentati o la conformità di tali fotografie.
Il caso riguarda un camion pubblicitario rimasto fermo alcuni anni nello stesso luogo, fungendo quindi da normale cartellone. Ai fini dell'accertamento per l'imposta di pubblicità, il Comune ha utilizzato diverse fotografie scaricate da Google Street View.
L'agenzia pubblicitaria ricorrente, condannata in sede di commissione Tributaria Provinciale e Regionale, ha opposto la mancanza di data certa sulle immagini; per la Corte, tuttavia, è consolidato il principio secondo cui la fotografia costituisce prova precostituita della sua conformità alle cose e ai luoghi rappresentati, sicché chi voglia inficiarne l’efficacia probatoria ha l’onere di disconoscere tale conformità; non è possibile limitarsi a contestare i fatti che la controparte intende provare con la foto.
Per prassi, l'Agenzia delle Entrate ammette da anni l'uso dei motori di ricerca per la mappatura del patrimonio immobiliare.